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La digitalizzazione nella scuola: come migliorarla?

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Il PNRR e la scuola

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vede la digitalizzazione tra gli obiettivi principali nel campo della formazione, soprattutto per quanto riguarda l’ambito scuola e a seguito della DAD e della DDI, con cui ci siamo trovati a districarci durante la pandemia. Dopo questa esperienza scolastica e a fronte di tutte le risoluzioni anche a livello lavorativo, che hanno permesso la continuità sia della didattica sia delle attività della maggior parte delle aziende, ci siamo resi sempre più conto di quanto la digitalizzazione sia ormai entrata a far parte della quotidianità, assumendo un ruolo rilevante e strategico da più punti di vista.
Nonostante ciò, i dati statistici dimostrano che – per quanto riguarda la cittadinanza digitale attiva – l’Italia è ancora tra le nazioni meno formate d’Europa. Questi dati sono stati rilevati dalle performance scolastiche ottenute dagli studenti durante la didattica online e i motivi di questi risultati essere molteplici.

Cosa è successo?

Infatti, durante la pandemia, la durata delle lezioni è diminuita per evitare che studenti e studentesse trascorressero tempi eccessivi davanti ai dispositivi elettronici; è venuto meno il contatto sociale e la realtà del gruppo classe ma anche con il corpo docente; le condizioni familiari di ognuno che non sempre hanno permesso un approccio corretto e continuo con le lezioni a distanza e si sono evidenziate problematiche anche riguardo la capacità e le competenze sia dei discenti sia degli stessi insegnanti di adattamento alla didattica digitale. Ed è proprio su quest’ultimo punto che occorrerebbe forse soffermarsi maggiormente, soprattutto per quanto concerne la formazione degli insegnanti.

Cosa succederà?

“Dobbiamo rafforzare il nostro sistema educativo. Entro giugno la riforma della formazione per i docenti”, sono le parole del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, perché è importante che il Paese e soprattutto la scuola intraprendano una strada di ripresa e innovazione. “Nel PNRR, per la scuola e l’istruzione, tra le risorse ci sono 12,1 miliardi, di cui 10 essenzialmente in edilizia, e i restanti per il Piano ‘Scuola 4.0’, cioè la possibilità di dotare tutte le nostre scuole del pieno utilizzo di tutta la gamma di strumenti tecnologici. Poi ci sono 5,46 miliardi sulle competenze”. Inoltre, è necessaria per i docenti una formazione continua e costante che arricchisca le loro competenze, mettendoli in grado di affrontare il mondo digitale in maniera repentino e .con gli strumenti e le conoscenze appropriate.

Marianna Zito

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