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Di accoglienza, scuola e guerra

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“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”

Che cos’è la guerra? E cosa sta accadendo, in questo momento storico, subito dopo l’emergenza sanitaria? Cosa succede  in Ucraina? È la domanda che molti ragazzi e ragazze si staranno ponendo, ritrovandosi, ancora giovani, in situazioni molto diverse dalle aspettative che avevano per la loro adolescenza. E questo riguarda soprattutto i ragazzi e le ragazze ucraini. Cosa accadrà?

Dal Ministero dell’Istruzione sono arrivate in data 4 marzo 2022 – a firma del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione – le prime indicazioni all’accoglienza scolastica degli studenti ucraini esuli e le relative risorse per il supporto psicologico e per i progetti di accoglienza per tutti coloro che stanno fuggendo dalla guerra in atto. Ciò riguarda  soprattutto il numero elevato di minorenni che arriveranno in Italia e che sono ancora in età scolare, costretti ad abbandonare il loro percorso di studi e la loro casa per ritrovarsi in un Paese estraneo e straniero, che dovrà aiutarli a ritrovare un accenno di normalità.

ucraina

È, quindi, un vero e proprio impegno quello che ha la scuola italiana di accogliere e integrare i minori stranieri in fuga dalla guerra, impegnandosi all’assolvimento dell’obbligo formativo, attraverso gli istituti e tutte le garanzie in materia di diritto all’istruzione, di accesso ai servizi educativi, di partecipazione alla vita delle comunità scolastiche, tenendo conto “della particolare condizione di fragilità di ciascuno degli esuli accolti, determinata dallo sradicamento dalle proprie comunità e, in più di un caso, dall’allontanamento da uno o entrambi i genitori”, evitando inoltre la dispersione delle relazioni familiari e conseguente isolamento.

Le esperienze di peer education e peer tutoring aiuteranno questo percorso di integrazione, e soprattutto l’utilizzo sperimentato di materiali didattico bilingue o nella stessa lingua madre. Sarà importante il coinvolgimento, ove possibile, del nucleo familiare all’interno del contesto scolastico ed extra scolastico, nonché il supporto psicologico legato sia alla gravità degli eventi bellici in corso sia al disagio dell’emergenza sanitaria, per il quale saranno assegnati alle istituzioni scolastiche i fondi stanziati in legge di bilancio. Importante e necessario sarà il supporto linguistico e l’affiancamento di mediatori linguistici e culturali, atti a favorire l’interazione e la comunicazione con i coetanei, e non solo, del Paese ospitante.

Marianna Zito

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