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Nuovi modi di conoscere, insegnare e apprendere

Tempo di lettura: 3 minuti

“Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri.”
– Leonardo Da Vinci –

L’intelligenza collettiva

L’interconnessione globale ha dato vita alla cosiddetta “intelligenza collettiva”, ossia la capacità della comunità di creare conoscenza grazie all’utilizzo di sistemi di collaborazione, una capacità costituitasi grazie al cambiamento dei meccanismi di creazione della conoscenza.
Oggi, infatti, viviamo un momento in cui è in corso una radicale evoluzione dei processi di diffusione e accesso alle fonti della conoscenza. Questa fase, che può essere paragonata a quella dell’avvento della stampa, ha degli effetti molto vasti.
Lo sviluppo sempre maggiore della tecnologia e di internet offre una maggiore e più veloce diffusione dei contenuti, contenuti che non sono più fissi e definiti come in un testo stampato, ma sono fluidi, in costante cambiamento, istantanei e prodotti da tutti. In effetti, internet e i nuovi media annullano la differenza tra lettore e scrittore, tra colui che produce e colui che consuma i contenuti. Su internet, tutti sono chiamati a esprimere il proprio pensiero, a partecipare, a esprimersi. Grazie a internet vi è la creazione di una conoscenza nuova, prodotta da interazioni e a volte senza intenzionalità esplicita di produrre conoscenza. Wikipedia ne è un esempio. Le università e le scuole, dunque, non sono più l’unico luogo in cui viene prodotta e divulgata la conoscenza.

Divenire studenti attivi

Di fronte a questa radicale rivoluzione nella produzione e diffusione della conoscenza è ragionevole pensare che anche la didattica e l’educazione debbano subire dei cambiamenti per adattarsi al mutamento, per adattarsi alle nuove modalità di conoscere. In questo contesto culturale, infatti, dovrebbe modificarsi il ruolo della didattica e il ruolo di chi insegna.
La scuola, l’università, rimangono una guida all’acquisizione di competenza, allo sviluppo di risorse personali sociali, cognitive, culturali e personali; risorse che permettono agli studenti di crescere, evolvere e divenire parte attiva del contesto sociale, ma se il modo di apprendere muta è importante che mutino i due momenti più importanti della didattica: quello della diffusione dei contenuti in aula e quello dell’assimilazione dei contenuti fuori dall’aula.
Affinché lo studente possa costruire in modo attivo la propria conoscenza il docente, dunque, dovrà essere una guida, un sostegno alla crescita, allo sviluppo delle abilità di analisi e critica della realtà, una risorsa atta a stimolare l’acquisizione e la messa in atto delle competenze. Ovviamente anche lo studente diverrà, in tal modo, più attivo.

Le flipped classroom

La flipped classroom è un esempio di tale possibilità. Questo approccio metodologico innovativo, prevede l’inversione dell’attività didattica, ossia le lezioni frontali e lo studio a casa.
In questo momento storico – dato che non è più necessario che la scuola rimanga solo il luogo in cui vi è esposizione ed esplicazione dei contenuti didattici e che gli studenti affrontino a casa, individualmente, l’elaborazione e l’apprendimento dei contenuti attraverso lo studio, dato che le fonti della conoscenza sono più vaste dei libri di testo e delle lezioni frontali dei docenti – è importante dedicare il tempo in classe allo sviluppo, negli studenti, di processi e abilità molto più importanti rispetto a quella di semplice diffusione di contenuti. Abilità quali: la capacità di riflessione, di analisi critica, di discussione, di confronto e, infine, di applicazione dei contenuti.

L’importanza dell’ascolto

Affinché ciò possa avvenire il docente prima di dire, dovrà essere capace di u-dire, ossia ascoltare ciò che lo studente ha appreso attraverso la fruizione di contenuti avvalendosi di nuovi canali di comunicazione e diffusione della conoscenza, quali prodotti multimediali, video e strumenti interattivi. In tale processo, gli studenti divengono più responsabili del loro apprendimento e più coinvolti nella propria crescita culturale. In tal modo, le lezioni non risultano più essere un modo per trasmettere semplicemente nozioni con rigore scientifico e progettate in anticipo, ma divengono un momento di discussione, riflessione, analisi e critica; in cui empatia e ascolto da parte del docente fungono da guida per un apprendimento attivo e creativo. Ovviamente il docente dovrà avere competenze didattiche ben strutturate e buone doti comunicative e relazionali per fare ciò.

Il cambiamento necessario

Alla luce di quanto detti finora, risulta evidente la sempre maggiore necessità di passare da una didattica pre-confezionata a una didattica costruttivista, interdisciplinare, condivisa, attiva e sociale.

Lavinia Narda

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