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L’insegnamento frontale e on-line

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La scuola post pandemia

Abbiamo visto quali sono stati i risultati delle ultime prove Invalsi e il calo di apprendimento in Italia che quest’anno ha coinvolto soprattutto i nostri studenti delle scuole secondarie di secondo grado, che hanno lasciato la scuola impreparati e privi di competenze. A questo punto il passo più importante è innanzitutto individuare i motivi che hanno portato a questi risultati a cominciare dalla revisione delle prove stesse, che divergono dal metodo didattico italiano; dal Piano Scuola Estate; dall’incremento della didattica laboratoriale; da una maggiore formazione dei docenti e da un maggior coadiuvo tra la tecnologia e le varie metodologie didattiche.

“Insegnare e apprendere in aula e in rete”

Importanti suggerimenti li troviamo all’interno del volume edito da Carocci “Insegnare e apprendere in aula e in rete” di Giovanni Bonaiuti e Anna Dipace. È noto a tutti che le tecnologie hanno dato un enorme aiuto durante il periodo della pandemia, evitando l’interruzione delle attività sia scolastiche sia lavorative con i risultati all’inizio altalenanti (come ogni novità che si rispetti) e in seguito più stabili e proficui. Queste nuove metodologie ci hanno abituato a essere più pratici e anche più disinvolti davanti a una tastiera e a uno schermo e, anche quando l’emergenza pandemica sarà un ricordo passato, questo nuovo modo di lavorare e studiare sarà ormai parte integrante delle nostre attività formative.

 

Tecnologia vs metodologie didattiche

“I fallimenti della DAD non devono infatti essere ascritti alle tecnologie, quanto al cattivo uso che di queste è stato fatto e alla poca attenzione prestata alla combinazione fra tecnologie e metodologie didattiche”, soprattutto perché gli sviluppi tecnologici corrono decisamente molto più veloci della ricerca didattica e della scienza dell’apprendimento che, a questo punto, è chiaro abbia bisogno di un aggiornamento decisivo, di competenze sempre più specifiche per i docenti, che devono essere “in grado di utilizzare strategie, metodi e strumenti (sia in presenza che a distanza) per favorire l’apprendimento attivo, costruttivo e interattivo” e arrivare a utilizzare le tecnologie come un valore aggiunto alle metodologie didattiche e formative e non come il fulcro della formazione stessa.

Marianna Zito

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