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Essere o non essere Scuola

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Che cos’è la scuola, come è cambiata, come agisce e come dovrebbe agire? Qual è l’importanza che dà ai discenti e quali sono i punti su cui si sofferma e sui quali invece dovrebbe realmente soffermarsi?

Daniele Vignali, laureato in filosofia e dirigente di una scuola secondaria di secondo grado di Roma, con “Ontologia dell’Istruzione”, un piccolo ma ricco volume pubblicato dalla casa editrice Armando Editore, ci offre una disanima dettaglia, ampia e provocatoria su questi temi, analizzandoli dalla radice, fino a ricondurli ad oggi, al tempo presente, dove tutto è troppo velocemente in evoluzione e dove si sta avverando la pericolosa e angusta di Albert Einstein, per cui “un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma nessuna di esse potrà porne uno”.

Ma cosa significa ontologia dell’istruzione? Perché dovremmo inoltrarci in questa lettura che di primo acchito potrebbe sembrare eccessivamente speculativa? La risposta è semplice, perché non lo è. L’autore svolge un’attenta analisi riflessiva, motivata e forse, possiamo osare “distruttiva” verso un sistema ormai stagnante e omologato, offrendoci, di contro, un percorso costruttivo e significativo, comprovato ora dall’esperienza sul campo ora da un attento spirito critico, che mai oltrepassa quelle che sono verità oggettive del discorso affrontato.

Definire l’identità dell’istruzione, capire il perché della sua esistenza, comprenderne la decostruzione per riflettere sullo stato attuale delle cose e arrivare a cogliere l’essenza del fare scuola, che è unicamente quella che dell’esserci, dello stare tra i banchi, ove “tutto cambia e non esistono procedure standardizzate o metodologie universalmente applicabili”.

Cosa bisogna cambiare? Cosa c’è realmente da comprendere? Le riflessioni sono molteplici ma non possono esistere senza la consapevolezza di ciò che sono l’istruzione e l’educazione e di cosa sono oggi, al contempo, l’educatore e il discente e di quale è il rapporto che si instaura tra queste due figure. Risulta, quindi, necessario esporre le problematiche effettive su come e cosa si insegna oggi a scuola e quanta importanza si dà al singolo individuo, soprattutto se esso stesso, alla fine di un percorso scolastico, si ritrova “depersonalizzato” e unicamente conforme a ciò che richiede la società odierna. Stiamo davvero percorrendo la strada giusta? Riusciamo realmente a capire i malesseri e i disagi dei nostri giovani e ad aiutarli e prepararli ad affrontare il futuro? Siamo sempre capaci di comprendere i loro comportamenti inadeguati e capirne le origini o spesso è l’insegnante stesso ad alimentare quelle angosce e quelle paure, anziché placarle?

Daniele Vignali ci permette di riflettere su quelle dinamiche frequenti e pronte a innescare spesso comportamenti che standardizzano la persona, uccidendone l’unicità, per rispondere a regole che servono a etichettarle, non facendo altro che innescare o implementare un disagio che facilmente sfocia in frustrazioni e devianze rovinose per il futuro dei ragazzi e delle ragazze stesse; i quali e le quali, il più delle volte, hanno semplicemente bisogno di qualcuno che, attraverso un dialogo sincero, la comprensione, il confronto e l’empatia, sia in grado di stillare in loro certezze, aiutandoli a creare una propria identità e, ancora di più, a diventare persone di valore. Il loro futuro è una nostra responsabilità.

Marianna Zito

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