Draghi e i giovani: “Investire nella scuola è un dovere civile e un atto di giustizia sociale”
Tempo di lettura: 2 minutiIl Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, nella sua visita all’ITS Cuccovilo di Bari – una fondazione che collabora con numerose aziende, a cui le stesse aziende richiedono la formazione di quelle nuove figure professionali di cui hanno bisogno – affida direttamente ai giovani il compito di “trasformare l’Italia”, attraverso e grazie alla loro incoscienza; mentre è dagli adulti che devono arrivare gli strumenti e le condizioni purché loro siano in gradi di compiere questa trasformazione nel migliore dei modi possibili.
Gli ITS – Istituti Tecnici Superiori

“Cominciare a immaginare il Paese in cui vorrete vivere” per riuscire a costruirlo “con passione, determinazione”, è con queste parole che il premier mette le aspirazioni dei più giovani e delle più giovani “al centro dell’azione del Governo”, investendo circa 1 miliardo e mezzo di euro a favore degli ITS – Istituti Tecnici Superiori, per permettere un inserimento diretto di studenti e studentesse nel mondo del lavoro, anche grazie alla formazione di nuovi docenti in grado di programmare percorsi di studio innovativi e migliorare i laboratori che oggi utilizzano tecnologie 4.0 e puntando soprattutto al talento femminile perché “colmare i divari di genere è una priorità”. Da sempre la scuola ha un ruolo centrale nella vita dei più giovani, perché – oltre alle conoscenze didattiche – permette loro di ampliare talenti e competenze che potranno riutilizzare per partecipare attivamente alla vita e al futuro del Paese.
La riforma degli ITS
La riforma degli ITS, che dovrebbe essere approvata entro il 2022, è stata pensata per allineare la formazione tecnica superiore alle aree tecnologiche del futuro, come la mobilità sostenibile e le biotecnologie. Ed è quindi proprio la formazione a essere decisiva per il futuro dei giovani.
Il road show di Palazzo Chigi partirà proprio dal Sud, a partire dal 15 novembre, per spiegare gli obiettivi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) al fine di ridurre la disoccupazione, mettendo i giovani al centro del progetto di ricostruzione del Paese.
La scuola come dovere civile e atto di giustizia sociale
“Investire nella scuola è un dovere civile e un atto di giustizia sociale. Un sistema educativo che non funziona alimenta le diseguaglianze, ostacola la mobilità e priva l’Italia di cittadini capaci e consapevoli”, diventa quindi una responsabilità sociale quella che Mario Draghi sta prospettando per le nuove generazioni: gettare i semi per un futuro prosperoso, costruito da persone capaci e in grado di gestire il cambiamento.
Marianna Zito