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Il riscatto “agevolato” della laurea conviene?

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Il riscatto “agevolato” del corso di studi è stato recentemente al centro di una nuova circolare Inps (la n. 54/2021) che ne ha chiarito le caratteristiche. Quali sono, anche alla luce degli ultimi chiarimenti i requisiti richiesti e a chi conviene?

Il riscatto «light» della laurea ovvero con lo sconto, può essere una valida opzione per accelerare l’uscita dal mondo del lavoro e può essere utilizzato solo per il periodo di studi universitari.
È una misura introdotta con il “decretone” 2019 (che ha introdotto anche Reddito di cittadinanza e Quota 100) ed ha lo scopo di sbloccare alcuni contributi per quei periodi di tempo non soggetti a contribuzione fiscale, in modo da anticipare di qualche anno la pensione e incrementarne l’ammontare.
La sperimentazione triennale della pace contributiva scade il 31 dicembre 2021, ma in vista della prossima manovra di fine anno, considerato il grande successo riscontrato (solo nel 2020 sono arrivate all’Inps oltre 55 mila domande) si sta già valutando di prorogare la misura anche nel 2022 e per gli anni a seguire.

La procedura

L’articolo 20, commi 1-5, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 convertito con modificazioni in legge 28 marzo 2019, n. 26, consentiva inizialmente in via sperimentale – per il triennio 2019-2021 – di riscattare, nella misura massima di 5 anni, periodi non soggetti a obbligo contributivo e non già coperti da contribuzione, a patto di non avere versato contributi prima del 1996. Nel corso del triennio 2019-2021 l’Inps ha introdotto tuttavia alcune modifiche e attraverso la circolare n. 6 del gennaio 2020 ha chiarito che questa possibilità vale anche per chi si è laureato prima del 1996 e ha dunque anni di versamento nel sistema retributivo.
Nei fatti può richiedere il riscatto degli anni di laurea con il sistema agevolato anche chi ha iniziato a versare contributi Inps prima del 1996 e aveva meno di 18 anni di contributi versati al 31 dicembre 1995 e, al momento della richiesta di riscatto, ha un minimo di 15 anni di contributi di cui almeno 5 versati dopo il 31 dicembre 1995, previa richiesta di passaggio al metodo contributivo.
Importante requisito: bisogna chiedere la liquidazione dell’assegno pensionistico interamente con il sistema contributivo. In altre parole, chi si è laureato prima del 1996 può accedere al sistema agevolato solo se ha fatto richiesta di passaggio al metodo contributivo, per cui l’Inps tiene conto di tutti i versamenti (anche quelli che precedono il 1996) con il metodo contributivo.
Con la circolare n. 54 del 6 aprile 2021 – ultima in ordine di tempo sul tema – l’Inps ha introdotto alcuni punti per chiarire i calcoli da effettuare e l’ammontare dei costi al fine di ottenere il riscatto degli anni di laurea.

La richiesta è solo telematica

La richiesta può essere fatta solamente per via telematica attraverso il sito dell’Inps (si accede al servizio con pin, Spid o Carta nazionale dei servizi), cliccando alla voce ‘Prestazioni e servizi’ e poi a ‘Tutti i servizi’. Da qui, i dipendenti privati devono cliccare su ‘Riscatto di laurea’, mentre i dipendenti pubblici su ‘Gestione dipendenti pubblici: servizi per lavoratori e pensionati’. In alternativa, per avere informazioni, ci si può rivolgere ai patronati e agli intermediari Inps.
Il servizio è rivolto a tutti coloro che hanno conseguito:
diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre);
diplomi di laurea (corsi di durata non inferiore a quattro anni e non superiore a sei);
diplomi di specializzazione, che si conseguono successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni;
dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge;
laurea triennale, laurea specialistica e laurea magistrale.

Quindi possono accedere al riscatto, senza limite di età, gli iscritti:
• all’Assicurazione Generale Obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima;
• alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
• alla Gestione Separata Inps.
Riscatto della laurea agevolato: i costi
Il riscatto è a titolo oneroso e si dovrà versare una somma corrispondente agli anni da riscattare attraverso l’Avviso di pagamento pagoPA.
Assodato che possono fare richiesta con il sistema agevolato anche quelli che hanno studiato prima del 1996, alcuni esempi possono agevolare la comprensione della differenza di somme da versare con i due sistemi, quello “tradizionale” e quello “agevolato”.
Con il sistema tradizionale secondo il metodo contributivo, l’aliquota per il calcolo del riscatto degli anni di laurea si applica alla retribuzione lorda percepita negli ultimi dodici mesi di attività. Con il sistema “agevolato”, invece, l’aliquota viene applicata al cosiddetto “minimale” retributivo degli artigiani e commercianti (per il 2019 l’aliquota era del 33% e il minimale ammontava a 15.878 euro).
Giusto per dare un’idea di massima della differenza di somme da versare tra le due differenti soluzioni, senza scendere in dettagli tecnici, basta dire che con la modalità cosiddetta “agevolata” un anno di corso di laurea si riscatta ai fini pensionistici versando circa 5.200 euro, contro i circa 13.200 euro necessari per riscattare lo stesso anno attraverso il sistema “tradizionale” (ipotizzando una retribuzione annua lorda di 40mila euro). In questo caso la differenza di spesa tra le due alternative ammonta, dunque, a circa 8mila euro per ogni anno di studio universitario.
Attenzione, però. Se è vero che in entrambi i casi aumenta il numero degli anni in cui si risulta un contribuente Inps, è anche vero che con il sistema agevolato si versano meno soldi e di conseguenza il vantaggio in termini di maggiore importo della pensione sarà ridotto. In poche parole, i soldi che si versano vanno in entrambi i casi a finire nel budget sul quale verrà calcolata la pensione che si riceverà ogni anno e che, grosso modo, equivarrà come importo al 4% di questo budget. È, quindi, ovvio che meno soldi si versano, meno la pensione crescerà.

Fisco amico

Ogni anno di riscatto del corso di laurea è rateizzabile, senza interessi, in dieci anni e la cifra è deducibile in dichiarazione dei redditi.

Uno strumento per simulare i costi dell’operazione

Attraverso il suo sito, l’Inps fornisce un calcolatore per dare un’idea di massima di quanto bisogna versare per riscattare gli anni di studio universitario. Rispetto alla sua effettiva convenienza economica, però, non è possibile fare un discorso univoco a causa della presenza dei numerosi parametri. Il vantaggio (o meno) del riscatto del periodo di studi è legato a molti fattori, quali l’età, gli anni e l’ammontare della contribuzione già versata al sistema previdenziale. La cosa migliore da fare per capire se in caso specifico conviene o no riscattare la laurea è quella di andare sul sito dell’Inps e fare una simulazione oppure rivolgersi a un patronato.

Anna Tauro

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