L’Intelligenza Artificiale e le scuole europee
Tempo di lettura: 2 minutiL’Intelligenza Artificiale è entrata stabilmente nel dibattito sulle politiche educative europee, assumendo un ruolo determinante nella riflessione sul futuro della scuola e nei processi di insegnamento e apprendimento.
Il rapporto dell’European Schoolnet
Questo processo è documentato dal rapporto di fine anno pubblicato da European Schoolnet, denominato Artificial Intelligence in School Education. An overview of policy priorities and initiatives across 23 education systems, che offre una panoramica comparativa delle strategie, delle iniziative e delle priorità adottate in ventitré sistemi educativi europei: Belgio (Fiandre), Belgio (Federazione Vallonia-Bruxelles), Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Turchia. Il rapporto si inserisce nell’ Agile Collection of Information (2021) ed è redatto sulla base delle informazioni raccolte tramite un questionario online somministrato tra luglio e settembre 2025, che analizza politiche e strategie, formazione e supporto alle scuole, integrazione dell’IA nei curricoli e nello sviluppo delle competenze, modalità di utilizzo nella pratica educativa, nonché progetti, sperimentazioni, collaborazioni e priorità a breve e medio termine.
Siamo pronti all’uso dell’IA?
È ormai evidente che l’IA non è più una tecnologia marginale o opzionale. La sua diffusione nell’istruzione amplia le figure coinvolte, ponendoci di fronte a nuove sfide e offrendo anche opportunità nell’innovazione pedagogica, riduzione del carico di lavoro e novità nell’apprendimento. Pertanto, la maggior parte dei sistemi educativi europei ha adottato strategie, politiche o linee guida che pongono particolare attenzione agli aspetti etici, alla protezione dei dati e al supporto operativo per docenti e studenti, in linea con il quadro normativo delineato dall’AI Act. L’obiettivo è formare cittadini consapevoli dei benefici e dei rischi dell’IA, pronti a sfruttarne il potenziale per migliorare l’insegnamento, l’apprendimento e prepararsi al futuro mercato del lavoro. Tuttavia, i dati mostrano che meno della metà degli insegnanti europei utilizza l’IA nella propria attività professionale. Siamo, quindi, realmente pronti all’uso di questo nuovo strumento? Siamo pronti a sfruttare al massimo le sue potenzialità per migliorare i processi pedagogici, di insegnamento e apprendimento e per preparare gli studenti verso il futuro mercato del lavoro?
Le priorità a breve e medio termine
È cruciale, a questo punto, comprendere e individuare le priorità a breve e medio termine delle autorità e dei sistemi educativi, e quali sono i tipi di supporto necessari per proseguire su questa strada. Dal sondaggio si evince che la maggioranza dei Paesi ha indicato come priorità chiave il supporto alla formazione e sviluppo delle competenze degli insegnanti, seguita dallo sviluppo di linee guida etiche o operative per supportare scuole e insegnanti, supporto già presente in nel nostro Paese dal 2025. Seguono la generazione e l’analisi di evidenze di ricerca derivanti dall’uso dell’IA nelle scuole, maggiore sviluppo di politiche e strategie, miglioramento delle infrastrutture e sviluppo di strategie e orientamenti sull’uso dell’IA. È in crescita, inoltre, l’attenzione per l’impatto reale all’interno delle classi e la promozione di un uso responsabile ed etico delle tecnologie, affinché insegnanti, dirigenti scolastici e studenti possano beneficiare dell’innovazione nel pieno rispetto dei valori europei di equità, trasparenza e istruzione del singolo individuo.