Formazione fa rima con integrazione: così i migranti trovano opportunità in Italia
Tempo di lettura: 4 minutiNel paese delle mille emergenze, alcune enfatizzate fino all’eccesso e altre sistematicamente ignorate, il tema dell’inserimento socio-lavorativo dei migranti resta ai margini del dibattito pubblico. Le condizioni di sfruttamento di molti lavoratori stranieri sono ben note: braccianti sottopagati, operai abbandonati a un destino di fatica e precarietà, e vite spezzate nel silenzio generale rappresentano una realtà che coesiste con la necessità di manodopera in diversi settori strategici dell’economia italiana. Se la narrazione mediatica spesso si concentra sui problemi di ordine pubblico, meno attenzione viene riservata a soluzioni concrete che favoriscano un’integrazione dignitosa.
Non si considera a sufficienza che l’inserimento socio-lavorativo dei migranti rappresenta una sfida ma anche un’opportunità per la società. La formazione professionale gioca un ruolo fondamentale in questo processo, offrendo ai nuovi arrivati competenze utili per il mercato del lavoro e favorendo al tempo stesso l’incontro tra domanda e offerta in settori chiave come l’agricoltura, l’edilizia e l’assistenza alla persona.
In un contesto caratterizzato da carenze di manodopera, la formazione dei migranti non solo facilita la loro integrazione, ma contribuisce anche alla crescita economica del Paese. Attraverso percorsi mirati, i lavoratori stranieri possono acquisire competenze specifiche, migliorare la loro autonomia e partecipare attivamente alla vita economica e sociale. Affrontare la questione dell’integrazione lavorativa con serietà significa andare oltre l’emergenza e costruire un sistema che, anziché lasciare i migranti in condizioni di sfruttamento, offra loro strumenti per contribuire attivamente alla società.
A livello nazionale ed europeo, esistono diversi progetti e finanziamenti volti a sostenere la formazione professionale per i migranti. Il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) dell’Unione Europea, ad esempio, promuove iniziative per favorire l’inclusione lavorativa, mentre enti pubblici e privati sviluppano programmi formativi specifici per diversi settori. Diversi enti governativi, istituzioni e agenzie promuovono o supportano percorsi di formazione e inserimento lavorativo per migranti. Tra questi, i principali sono il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro), che collabora con i Centri per l’Impiego, le Regioni e le Province Autonome tramite bandi finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE), e i CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti).
Di seguito, evidenziamo alcune iniziative di formazione per migranti attive in Italia o recentemente terminate.
Il progetto “Futurae” è un’iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per sostenere l’imprenditorialità dei migranti in Italia. Mira a favorire l’inclusione socio-economica dei cittadini stranieri attraverso percorsi di formazione, assistenza tecnica e accesso al credito. La più recente edizione è realizzata da Unioncamere in collaborazione con le Camere di Commercio di Roma, Milano, Lodi, Monza e Brianza, Torino, Bari, Verona e Pavia.
Finanziato dal PON Inclusione (FSE), PERCORSI si rivolge a minori non accompagnati (16–18 anni) e giovani migranti fino ai 23 anni, offrendo percorsi su misura composti da formazione, tirocini e servizi di accompagnamento all’autonomia e all’occupazione. Ad oggi sono stati realizzati circa 1.800 tirocini, con oltre il 50?% di ingressi lavorativi registrati a un anno dalla conclusione dei tirocini.
Progetto “RemìX – Reti di supporto per minori migranti”: finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), questo progetto mira a sostenere i minori migranti attraverso attività di formazione e integrazione sociale.
https://www.minori.gov.it/it/notizia/reti-di-supporto-i-minorenni-stranieri-con-il-progetto-remix
Progetto “Alba”: Gestito dall’Associazione La Strada, questo programma da diversi anni opera nella regione Trentino-Alto Adige e offre assistenza e integrazione sociale alle vittime di tratta e/o grave sfruttamento. Le attività includono formazione linguistica, orientamento al lavoro e corsi di formazione professionale.
Progetto “Mettiamo le Ali”: Promosso dall’Associazione Lule, questo progetto è attivo nelle province di Bergamo, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi, Pavia e Brescia. Si concentra sull’emersione, assistenza e integrazione sociale delle vittime di tratta, offrendo percorsi di formazione professionale e inserimento lavorativo.
https://www.luleonlus.it/causes/mettiamo-le-ali/
Progetto “DIRECT”: supportato da ELIS, questo programma offre orientamento e formazione professionale, in particolare nel settore della ristorazione, rivolto a donne vittime di tratta. Il percorso include formazione specifica per ruoli come kitchen porter, aiuto cuoco e runner di sala, con opportunità di stage presso aziende partner.
https://www.elis.org/2025/01/07/elis-supporta-il-progetto-direct/
Iniziativa di Generali e The Human Safety Net: lanciata nel 2024, questa iniziativa mira alla formazione e all’inserimento lavorativo di 300 rifugiati e migranti come ausiliari socio-assistenziali, caregiver e operatori socio-sanitari nelle regioni Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna. Il progetto offre percorsi formativi, supporto linguistico e assistenza nel riconoscimento dei titoli di studio, con l’obiettivo di facilitare l’integrazione nel settore socio-sanitario.
https://www.generali.com/it/sustainability/responsible-citizen/the-human-safety-net
La formazione professionale nel settore agricolo
Nel panorama della formazione professionale per migranti, il settore agricolo riveste un ruolo particolarmente significativo. Diversi progetti mirano a fornire competenze nel settore agroalimentare, con un duplice obiettivo: garantire sbocchi occupazionali ai lavoratori stranieri e rispondere alla crescente richiesta di manodopera qualificata in agricoltura.
Ecco i più significativi:
Progetto “InCas”: sviluppato da ANCI e Cittalia e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è finalizzato all’attuazione del Piano nazionale di contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato nel settore agricolo attraverso il coinvolgimento diretto e il protagonismo dei Comuni a livello territoriale.
Progetto F.O.R.M.A.: Promosso dall’Unione Coltivatori Italiani (UCI), questo progetto mira a offrire formazione professionale ai migranti, preparandoli al lavoro nei campi e favorendo l’incontro tra domanda e offerta di manodopera agricola.
https://www.uci.it/progetto-forma-tutela-e-formazione-dei-lavoratori-migranti-in-agricoltura/
Il Programma Su.Pr.Eme.2 è un piano quinquennale volto a contrastare lo sfruttamento lavorativo e il caporalato nelle regioni del Sud Italia. Tra le sue attività principali, il programma prevede percorsi di orientamento e rafforzamento delle competenze per i destinatari, mirando a migliorare le loro capacità professionali e favorire l’inclusione socio-lavorativa. Inoltre, sono previsti progetti pilota di agricoltura sociale innovativa a sostegno dell’imprenditorialità dei destinatari.
https://integrazionemigranti.gov.it/it-it/Dettaglio-progetto/id/62/SuPrEme2
Progetto TOMAS (Training Opportunities for Migrants in the Agrifood Sector): finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Erasmus+, TOMAS offre opportunità di formazione per migranti nel settore agroalimentare, promuovendo l’acquisizione di competenze specifiche e favorendo l’integrazione nel mercato del lavoro agricolo.