Politiche, lavoro e ChatGPT: è normale avere paura?
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Come si approccia il mondo alle nuove tecnologie? Come si approcciano le aziende e la stessa ANAPIA ETS ai nuovi cambiamenti? Asma Mhalla, docente franco-tunisina, specializzata in politica e geopolitica della tecnologia, definisce un nuovo campo, quello della Tecnopolitica, ovvero un settore di analisi multidisciplinare utile per andare ad indagare “le dinamiche relative alle cyberpotenze”. Gli studi e i dati di ricerca sono raccolti nel volume “Tecnopolitica, come la tecnologia ci rende soldati” (add editore, 2025), dove la Tecnopolitica è definita un vettore politico, ovvero “la comprensione dei grandi sistemi politici ed ideologici”, nonché “una disciplina trasversale che incrocia economia e diritto, filosofia e teoria politica, relazioni internazionali e storia, cyber* e tecnologia”, fondamentale per aiutarci a comprendere i colossi della tecnologia, come le Big Tech e tutto ciò che è legato alla Tecnologia Totale, vale a dire a quella “idea che la tecnologia sia portatrice di un progetto politico e ideologico totale, per la sua volontà di potenza e controllo illimitato”. Attraverso le Big Tech e il Big State – le cui massime aspirazioni sono la forza e la potenza, e che guida le tecnopotenze mondiali, come Stati Uniti e Cina – possiamo arrivare a comprendere e definire le nuove forme di potere che si stanno sviluppando.
Siamo, quindi, di fronte a quella che possiamo definire una nuova era, dove il pensiero non si ferma o si volta a guardare il passato, ma procede verso il progresso scientifico, la conoscenza e la giustizia, dove lo shock tecnologico si affianca con molta facilità alla questione climatica e alle disuguaglianze, portando alla ridefinizione delle rappresentazioni politiche. I social network o il metaverso sono definiti duali, perché sono sia strumenti di lavoro o personali sia armi da guerra dell’informazione o cognitiva, e ciò sta man mano limando quei confini esistenti tra il mondo civile e quello militare. Ci si pongono davanti, quindi, nuove equazioni politiche da risolvere e una nuova configurazione mondiale.
Ciò che sta accadendo crea un legame sempre più ferrato tra politiche, mondo del lavoro e nuove tecnologie, cercando soluzioni e risposte concrete per affrontare il futuro che ci aspetta, soprattutto “per ragionare invece di avere paura”. Ed è quello che ANAPIA ETS sta portando in campo per i propri iscritti e formatori, attraverso gli interessanti incontri del corso online “Produttività Quantica”, ideato e condotto dal docente Leonardo Ezequiel Olivito. Gli incontri permettono di esplorare le potenzialità dell’intelligenza artificiale nel mondo della formazione, “per usare in modo efficace e consapevole strumenti come ChatGPT e Gemini e personalizzarli per rispondere alle esigenze concrete del nostro settore: dal costruire lezioni coinvolgenti ad analizzare i bandi, fino a migliorare la produttività quotidiana”, ci spiega il Prof. Olivito. Ma cosa sta accedendo e cosa ancora succederà? È normale, quindi, avere paura? “L’AI cambierà il nostro lavoro? Lo renderà inutile? La verità è che siamo nel pieno di una rivoluzione. Ignorarla significa restare indietro. Ma accompagnarla, formarsi e crescere insieme a questi strumenti, è un’opportunità enorme”.
Marianna Zito