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Formazione e strumenti per la Progettazione Europea: nasce la partnership ANAPIA ETS e INNOLABS. Intervista a Marco Celi, socio fondatore INNOLABS

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Dottor Celi quando e perché nasce INNOLABS?

INNOLABS è una società di consulenza nata nel 2011 come spin off dell’università di Pisa. L’idea è quella di posizionarsi come una struttura di collegamento tra Bruxelles e i territori toscani perché nel 2011 riscontravamo la difficoltà a collegare, sintonizzare, su l’opportunità Europea i territori e quindi come trasferire i prodotti e finanziare la ricerca a vantaggio del territorio. Il modello poi si è evoluto negli anni però, diciamo, l’obiettivo è rimasto sempre il solito: quello di non scrivere progetti cioè, di non finalizzarsi come una struttura che scrive progetti ma come un gruppo di esperti che qualificano delle pubbliche amministrazioni o delle piattaforme su quelle che sono le strategie di sviluppo territoriale che beneficiano delle politiche e degli strumenti di finanziamento europei attraverso varie fasi: la fase di formazione di qualificazione delle competenze; di supporto alla pianificazione strategica naturalmente in funzione degli obiettivi europei che poi a cascata potrebbero essere anche l’obiettivo nazionale.

 

Chi sono i vostri clienti?

Noi non abbiamo clienti ma partner.  Il cliente si aspetta soltanto un riscontro quantitativo, un progetto scritto e facilmente finanziabile invece noi puntiamo a fornire un rapporto che si prolunghi nel tempo, puntiamo a fornire ai nostri partner tutte le competenze per diventare autonomi nelle varie fasi della progettazione.

 

Come nasce la collaborazione con ANAPIA ETS?

La collaborazione con ANAPIA ETS nasce proprio secondo questo approccio: non scriviamo progetti ma spieghiamo come si arriva ad avere un progetto finanziato sia come coordinamento Nazionale ma anche come realtà territoriale. Dall’analisi che abbiamo fatto, dalle informazioni che ho ricevuto da esterno vedo che ANAPIA ha un potenziale capitalizzabile in tante attività ma perché guardo lo sviluppo secondo quelle che sono gli obiettivi da 3 a 5 anni. Un aspetto molto interessante e strategico che, secondo me, avrà in futuro è proprio quello del ruolo con le scuole e con gli istituti secondari perché la scuola può assumere la nuova funzione che quelli bravi chiamano “spazi di partecipazione civica”. Che poi è un po’ il ruolo di quella famosa seconda missione che dovrebbe avere anche la formazione. Quindi non soltanto formare i ragazzi ma tutte le persone interessate ovvero i cittadini. Questa, naturalmente, non è una mission della scuola del Ministero dell’Istruzione e quindi dovrebbe esserci qualcuno che accompagni questa funzione e ANAPIA ETS potrebbe essere proprio il soggetto che, utilizzando le opportunità di finanziamento che ci sono, potrebbe sperimentare e rendere possibile tutto questo. Insieme all’ANAPIA non voglio andare a lavorare su quello che è l’ordinario cioè su cose che voi avreste già senza la mia attività ma affrontare insieme quell’opportunità, quelle sfide, che ANAPIA da sola con gli strumenti che ha a disposizione non riuscirebbe a raggiungere: quindi questo è l’obiettivo!

 

Come avverrà questo percorso?

Questo tipo di attività si svilupperà attraverso un piano operativo che è strutturato principalmente in tre attività: la prima attività è quella che riguarda la fase di qualificazione, di analisi e di pianificazione strategica… prevediamo di organizzare degli eventi formativi, il primo a breve per fare una prima introduzione alle politiche, agli strumenti, alle metodologie e anche alle opportunità e presentare gli assi delle priorità sui quali potremmo muoverci per sviluppare qualche cosa di interessante…Interessante è poi andare a fare quella che è l’attività che qualcuno considera come forma di turismo istituzionale ossia, creare un contatto diretto fra ANAPIA ETS  e Bruxelles; Andare a Bruxelles non porta però sempre un risultato, andarci con la borsa piena di progetti non garantisce un ritorno con la  borsa piena di soldi e di finanziamenti ma vuol dire far capire alle persone come si lavora, come si strutturano i piani e quindi l’attività dello studio che noi organizzeremo a Bruxelles una volta fatta la formazione. Porteremo ANAPIA ETS ad avere un colloquio One To One con il commissario europeo, con i funzionari dei settori del Comitato economico e sociale che quasi sempre sono italiani. Avere un incontro con il comitato economico e sociale, che molti disconoscono, è il vero motivo per cui andare a Bruxelles perché è l’ente, è il sensore della comunità europea che rappresenta l’interesse della società civile. Andremo a creare un collegamento diretto di ANAPIA ETS con delle piattaforme di formazione che sono attive a Bruxelles e che, in base al settore (esempio quello dello Sport), permettono di capitalizzare facilmente.

La seconda attività che propongo e che ho proposto è quella di attiva animazione e promozione istituzionale. Non si tratta altro che promuovere, una volta definiti gli obiettivi e le priorità, di promuoverle nell’ambito di piattaforme di comunità Mediterranee. Lavorando da tanti anni in questo settore ho visto che molte volte c’era l’entusiasmo di andare verso una collaborazione con piattaforme Nord Europee perché sono più prestigiose, sono più qualificanti ma molte volte sono anche più competitive. Molti non sanno che ci  sono anche programmi regionali, non come le regioni italiane, ma regionali come ambiti macro-regionali nel Mediterraneo; hanno un livello di competizione minore e devono essere raffrontati in un modo differente tipo quello di collaborare anche fuori stati della sponda  sud del Mediterraneo che non si tratta e non vuol dire fare cooperazione allo sviluppo perché si lavora con stati come l’Egitto, come il Marocco, come la Tunisia dove gli standard sono molto alti a livello di pianificazione ma che l’Europa vede come interscambio quindi anche come trasferire delle  attività e dei modelli replicabili. E’ un tema molto attuale perché la qualificazione delle competenze nei paesi della sponda sud del Mediterraneo con la crisi demografica vedrete che sarà una priorità anche per le agenzie formative. Andiamo sul pratico: è evidente il fatto che se la proiezione del 2030 è al momento dell’8% degli over 65 in Italia, già con il problema che c’è adesso, è evidente che da qualche parte la forza lavoro dovrà essere presa e qualificarla prima secondo gli standard operativi di cui abbiamo necessità è una strategia da portare avanti.

La terza e ultima attività ma solo per sviluppo cronologico, è quella di supportare ANAPIA ETS a livello centrale o vedremo anche a livello territoriale e come presentare qualche progetto e/o candidature.

 

Quando sarà il primo incontro formativo e dove?

Come già detto, queste tre attività principali prevedono convegni e workshop e uno lo faremo il prossimo ottobre. Sarà una due giorni e l’idea è proprio quella di introdurre il tema a chi ancora non conosce gli obiettivi e le opportunità europee. Io sono proprio un appassionato di Europa, cioè ho lavorato per anni all’università di Scienze Politiche come ricercatore quindi, diciamo che, la politica europea è un qualcosa che appartiene al mio background. Il concetto di valore europeo è molto semplice: noi europei non potremmo mai produrre gli stessi servizi o prodotti ai costi di altri Stati e di altri contesti internazionali perché noi rispettiamo delle logiche che tengono conto del capitale lavoro, dell’ambiente e del contesto sociale e quindi se una tazzina costa €3, c’è un motivo perché costa €3. Perché quando compri la tazzina, compri tutte le tutele e i servizi che ci sono dietro la stessa. Anche se è una cosa difficile da spiegare cerco sempre di trasferirla e farla metabolizzare: se non si capisce non si riuscirà mai a capire come si scrive un progetto di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico secondo l’Europa.

 

La redazione

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