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Ritorno alla normalità?

Tempo di lettura: 2 minuti

Da quando è iniziata la pandemia e siamo stati costretti a chiuderci in casa, spesso ci siamo posti questa domanda: “Quando ritorneremo alla normalità?”. Una domanda a cui hanno cercato di rispondere i vari esperti nei molteplici salotti TV che riempivano le nostre serate di esilio forzato, ma che sta trovando risposta solo con il passare del tempo, delle normative e dei decreti.

Tuttavia, di quale normalità parliamo?

Possiamo considerare normalità quella che stiamo vivendo oggi? E, soprattutto, la nuova normalità è poi così negativa?
Siamo oramai diventati esperti di videocall, di strumenti online, di smart working, ma ci siamo riscoperti anche come abili cuochi, abbiamo ripreso hobby abbandonati e soprattutto abbiamo provato a trovare un giusto equilibrio tra la famiglia e il lavoro, ottimizzando quel tempo che, complici gli spostamenti, abbiamo sempre lamentato di non avere. Verrebbe da dire che non tutti i mali vengono per nuocere, se non fosse per il fatto che molti di noi hanno subito – direttamente o indirettamente – gli effetti del Covid-19.

Cosa ci aspetta per il futuro?

Sicuramente, grazie allo smart working e agli strumenti digitali che abbiamo imparato a usare sempre meglio, potremo incrementare l’organizzazione delle nostre giornate lavorative, ottimizzando gli appuntamenti di lavoro e di conseguenza la produttività, con conseguente riduzione dell’assenteismo. È proprio ciò a evidenziare le potenzialità economiche e proficue del lavoro agile che dà, inoltre, la possibilità di avere maggiore tempo libero a disposizione da impiegare per i nostri interessi, i nostri hobby e la famiglia.
L’importante è non esasperare l’uso della tecnologia e avere il giusto mix tra appuntamenti in videocall e quelli in presenza, perché il contatto umano rimane pur sempre fondamentale ed è necessario anche per non subire il logorio di un lavoro svolto interamente in casa che, a lungo andare, può portare a un cedimento psico-fisico.

Ponderare per ottimizzare

L’obiettivo è quello di saper valutare l’importanza degli incontri e capire se è il caso di farli in presenza o meno: se prima li facevamo tutti in presenza, ora ci possiamo concedere il lusso di farne alcuni comodamente dalla scrivania di casa, evitando inutili perdite di tempo, dovute anche ai tempi di percorrenza nel traffico e sentendosi più soddisfatti e motivati nelle nostre performance lavorative, dovute anche e soprattutto all’incremento delle competenze digitali.

Antonio Caputo

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