Lavoro in ufficio: si ricomincia?
Tempo di lettura: 2 minutiTelelavoro o smart working?
Il modus operandi lavorativo ante-covid e post-covid ha subito cambiamenti importanti, necessari e radicali. Con esso si sono modificate anche le abitudini e le prospettive dei dipendenti, che si dividono principalmente in due categorie: coloro che di questa flessibilità ne hanno giovato all’interno dell’ambiente domestico, riuscendo quindi a creare un equilibrio tra le due parti, e coloro che invece hanno subito danni legati a stati depressivi, causati dell’isolamento e dalla mancata vita sociale. Di sicuro è che l’utilizzo di quello che sembra essere più un telelavoro (che ha vincoli più stringenti sulla sede di lavoro e sul suo controllo da parte del datore) che uno smart working o lavoro agile ha portato cambiamenti e disagi che non possono passare indifferenti all’interno della società.
Cosa è cambiato?

È noto che per molte grandi aziende il telelavoro è stato determinante nella riduzione di alcune spese ed è altresì noto che alcune di esse avevano anche già formato da tempo i propri dipendenti per questa modalità, dando innanzitutto loro gli strumenti necessari per il lavoro da remoto; mentre – sempre per la tutela dalla pandemia – per i dipendenti c’è stato un grande risparmio sui tempi di percorrenza dalle abitazioni agli uffici. Ma non sono mancati e non mancano i rischi in materia di salute e sicurezza psicosociale, innanzitutto perché non esiste più una demarcazione tra quello che è il lavoro e quella che è la vita privata; e ancora non vi sono limiti alla mole di lavoro stessa di cui si è sovraccaricati, che non viene più svolta in orari precisi ma si amplifica anche durante il tempo libero.
E cosa cambierà
A considerazione di ciò, il punto interrogativo su cosa succederà e sulle decisioni che saranno prese è ancora esistente, e probabilmente ogni singola azienda si troverà a valutare i pro e i contro in base alle proprie esigenze. Intanto, per la maggior parte dei dipendenti, la propria abitazione è diventata una comfort zone che li ha allontanati delle vecchie abitudini e dai ritmi precedenti, con ripercussioni – come già detto – sia positive sia negative. Come si evolverà questa nuova situazione lo scopriremo solo col passare del tempo; di sicuro, se le cose cambieranno, saranno necessarie nuove norme a regolamentare questa modalità di lavoro innovativa.
Marianna Zito