I Millenials pagano più di tutti la crisi da COVID-19

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Saranno i Millenials a pagare più di tutti l’emergenza pandemia?

Non siamo in un paese “per giovani”, abbiamo un tasso di NEET che preoccupa ed un mercato del lavoro storicamente diviso tra chi è garantito e chi non lo è. E la gran parte dei non garantiti sono i più giovani. È difficile stupirsi del fatto che i più giovani non sono ottimisti su quella che sarà la fase 2, quando partirà.

Una indagine dell’Osservatorio Giovani promossa dall’Istituto Toniolo in collaborazione con IPSOS mostra come le nuove generazioni interpretano questa fase di emergenza, caratterizzata da una profonda incertezza ed insicurezza. La crisi sanitaria del Covid-19 non è solo una emergenza temporanea rispetto alla quale resistere per tornare a vivere come prima, ma segna un momento di cesura e di discontinuità tanto nei percorsi individuali quanto nei modelli sociali e di sviluppo della società.

Restano forti le preoccupazioni sulla tenuta del Paese, in particolare sulle condizioni sociali e sull’aggravarsi delle disuguaglianze, sulle possibili ricadute sul reddito delle famiglie, sulla tenuta del welfare pubblico. Il lavoro resta il grande punto interrogativo, fonte di incertezza e di insicurezza sia individuale che collettivo.

In sintesi, due giovani su tre si aspettano conseguenze complessivamente negative. La fase due invece potrebbe essere guidata dall’introduzione di nuove tecnologie digitali. La maggior parte degli intervistati dicono che in questo periodo hanno scoperto di sentirsi più capaci di far fronte a cambiamenti e di dar maggior valore alla vita.

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