L’AI tra potenzialità, rischi e responsabilità
Tempo di lettura: 4 minutiIl volume di Cristiano De Mei – “AI Alleanze Intelligenti. Perché l’intelligenza artificiale è un supporto al nostro lavoro”, edito da Guerini Next – nasce da riflessioni personali e da confronti su come l’Intelligenza Artificiale sta cambiando la nostra quotidianità, mettendone in luce potenzialità e rischi.
Una nuova visione dell’AI
L’autore sottolinea come sia fondamentale sviluppare educazione e consapevolezza per utilizzarla nel modo migliore, così da renderla una vera “alleata”: un supporto al servizio dell’uomo, che l’ha ideata e ne resta il principale responsabile. Cristiano De Mei è un professionista dell’information technology, ha maturato una solida esperienza nel campo della consulenza internazionale e ha collaborato con istituti finanziari di rilievo. Il suo vivo interesse per la trasformazione sociale e intellettuale lo porta a un’analisi approfondita dei fenomeni tecnologici e digitali più innovativi, ormai parte integrante delle nostre vite. Questo libro nasce, quindi, come una guida pensata per illustrare e interpretare i molteplici aspetti e le dinamiche della nuova era che stiamo vivendo.
Da dove si comincia?
Il volume inizia con una breve storia sull’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, considerando non solo gli sviluppi tecnologici ma anche quelli comunicativi e legati al linguaggio. Non esiste, infatti, una vera e propria data di nascita per questo fenomeno, che può essere invece correlata a diversi eventi della storia dell’elettronica, anche i più lontani da noi, come ad esempio i primi calcolatori, la nascita dell’informatica o di precisi algoritmi. Molti studiosi individuano come punto di partenza per questa disciplina gli inizi degli anni Cinquanta, quando Alan Turing scrisse l’articolo Computing Machinery and Intelligence sulla rivista Mind, dove già era possibile leggere riflessioni “su come misurare la possibilità che una macchina possa pensare”, affrontando in tal modo anche l’argomento dell’apprendimento automatico, quello che decenni dopo prenderà il nome di machine learning, utilizzato soprattutto nel campo dei giochi da scacchiera, come mostrò già dal 1959 Arthur Samuel. E ancora, sempre nello stesso periodo, la nascita del primo ChatBot della storia, “Eliza”, che simulava una conversazione con uno psicoterapeuta; o ancora l’“Algoritmo di A*” e così via – tra primavere e inverni, inverni e primavere – fino al secondo decennio del XXI secolo e agli ultimi anni che vedono ChatGpt di Open AI e le sue varie evoluzioni.
Tra distopia e realtà
L’autore, inoltre, non si riferisce alla singolarità tecnologica come mera ipotesi futuribile, ma la inserisce in un più ampio contesto storico e culturale, mettendo a confronto le narrazioni distopiche e catastrofiste, con analisi razionali sulle traiettorie di sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. Questo approccio permette di comprendere come tali visioni siano spesso il frutto di proiezioni speculative, e invita il lettore a distinguere tra timori legittimi e miti apocalittici, offrendo una visione che guarda tanto alle potenzialità quanto ai rischi reali dell’AI, alla luce delle sue effettive dinamiche evolutive. Per comprendere al meglio questa nuova disciplina è necessario esplicitarne la suddivisione in sottocategorie e approcci metodologici. Si parte da domande interessanti: l’Intelligenza Artificiale è davvero intelligente? L’AI prenderà prima o poi il controllo del mondo e degli esseri umani? De Mei analizza i diversi tipi di AI – AI forte e AI debole – descrivendone le varie categorie e sottocategorie; l’applicazione degli algoritmi genetici e analizzando in profondità i concetti, le metodologie e i modelli computazionali e linguistici che sono alla base della nascita dell’AI. Resta però necessaria anche la discussione sulle responsabilità, sui pregiudizi e sulla trasparenza legati all’AI. Quando alla fine del 2022 si diffuse magicamente e velocemente ChatGpt3 di Open Ai “in molti avevano gridato al miracolo… o alla catastrofe”. Ma è davvero tutto così preoccupante come si pensa? O semplicemente abbiamo uno strumento in più da utilizzare con conoscenza, coscienza e consapevolezza? Qui l’autore spiega come rendere un’Intelligenza Artificiale “responsabile” – integrità, etica e sicurezza – analizzandone i rischi e le difficoltà, per riuscire soprattutto a prevenirli o addirittura a evitarli.
Artificial Intelligence o Alleanze Intelligenti?
Il fulcro del libro è la disanima sulla trasformazione di AI in Alleanze Intelligenti, titolo del volume, appunto. “E se AI non significasse solo Artificial Intelligence, ma anche Alleanze Intelligenti?”, l’autore analizza il valore di questa alleanza, definendola “un’opportunità di sinergia e collaborazione senza precedenti tra uomo e macchina”. È necessario creare e lavorare su quelle sinergie che non vanno a sostituire le capacità umane, ma le aiutano ad ampliarsi, indirizzandoci verso quel progresso e quella innovazione che mantengono al centro l’essere umano, ovvero la sua intelligenza, la sua coscienza e le sue emozioni. Si procede con la parte più operativa del volume, che illustra i trucchi del mestiere e quegli aggiornamenti per comprendere cosa accadrà in futuro. L’autore esplora i vari strumenti di AI generativa presenti sul mercato, evidenziandone le capacità di affiancamento, collaborazione e potenziamento delle capacità umane nel lavoro e nella vita quotidiana. A ciò è necessario affiancare lo studio approfondito delle normative per un’Intelligenza Artificiale etica e responsabile, soffermandosi in particolare sull’Artificial Intelligence Act, la normativa dell’Unione Europea che rappresenta il primo quadro giuridico completo al mondo per regolamentare l’IA. L’autore non si limita a enunciare la legge, ma ne discute la struttura e le finalità: un approccio basato sul rischio volto a garantire che i sistemi di IA siano sicuri, trasparenti, non discriminatori e rispettosi dei diritti fondamentali, promuovendo al contempo innovazione e fiducia nel mercato unico europeo. Il volume si chiude dando risposta ai quesiti sollevati lungo il percorso, grazie a una serie di chiacchierate con esperti del settore – Uljan Shakra, Marco Aiello, Mattia De Rosa e Massimiliano Frenza – fino ad arrivare a un dibattito finale in cui sono le stesse AI a confrontarsi.
Marianna Zito