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L’IMPORTANZA PER ANAPIA DI APPARTENERE AL TERZO SETTORE: intervista al dott. Jacopo Pescosolido

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Il terzo settore (o settore non-profit) è l’insieme di quegli enti privati che perseguono, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi. Identifica, in breve, quegli enti che operano e si collocano al di fuori degli altri due settori: quello pubblico (lo Stato) e quello commerciale (le imprese); si tratta, in sintesi, di enti che fanno della partecipazione e della cittadinanza attiva il proprio elemento distintivo e identitario. Abbiamo intervistato il dott. Jacopo Pescosolido, consulente in materia Contabile, Societaria, Tributaria e Fiscale, esperto nell’assistenza di Enti No profit e Dottore Commercialista di ANAPIA ETS.

 

Dott. Pescosolido cosa è un ente del terzo settore (ETS)?

Si tratta di una qualifica giuridica costituita per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, senza scopo di lucro. Tutto ciò reso possibile mediante lo svolgimento in via esclusiva o principale di una o più attività di interesse generale.

La qualifica di Ets è facoltativa, ma è requisito fondamentale per entrare nel nuovo sistema del “terzo settore” che consente di accedere a una serie di agevolazioni fiscali e prevede anche il rispetto di nuove regole di controllo e di funzionamento.

Per diventare Ets è necessario iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), avendone i requisiti richiesti e, se necessario, adeguando lo statuto al codice del terzo settore.

Cosa è e quale funzione ha il registro unico nazionale del Terzo settore?

Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) è istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e pubblicizza l’esistenza di un ente (ETS) fornendo informazioni sulla sua struttura e attività. Attraverso la trasparenza delle informazioni, il registro garantisce l’applicabilità della normativa fiscale e la certezza del diritto nei confronti dei terzi che entrano in rapporto con gli ETS stessi. L’iscrizione nel RUNTS assicura agli ETS di accedere alle agevolazioni previste per il terzo settore e permette loro di stipulare convenzioni con amministrazioni pubbliche per lo svolgimento in favore di terzi di attività o servizi sociali di interesse generale.

Quali sono le peculiarità di un ETS?

Le peculiarità di un ETS sono:

  • Scopo: perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Il Codice non indica in modo puntuale come interpretare le suddette finalità, pertanto ci si appella al comune significato che queste possono assumere e alla puntuale indicazione dell’oggetto dell’attività dell’ente.
  • Oggetto: è la funzione tipica per il perseguimento dello scopo ed è costituita da una o più attività d’interesse generale, indicate puntualmente di seguito.
  • No profit: è vietato il lucro a favore di associati, organi o soggetti legati o correlati agli ETS.
  • Interesse generale: sono le attività indicate dall’art.5 del Codice del Terzo Settore e che pongono come proprio centro gravitazionale, se così si può dire, il bene sociale nella sua più ampia accezione. Nel nostro caso di sicuro interesse abbiamo le lettere:
  1. d) educazione, istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, e successive modificazioni, nonché le attività culturali di interesse sociale con finalità educativa;
  2. g) formazione universitaria e post-universitaria;
  3. l) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo e al contrasto della povertà educativa;
  • Lo svolgimento dell’attività può essere d’erogazione volontaria o gratuita di danaro, beni o servizi; oppure di mutualità; oppure di produzione o scambio di beni e servizi.

 

Quali sono i doveri fiscali/amministrativi di un ETS?

Gli ETS devono redigere il bilancio d’esercizio formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto finanziario, con l’indicazione dei proventi e degli oneri dell’ente, e dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie.

Il bilancio degli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori a 200.000,00 euro può essere redatto nella forma di rendiconto finanziario per cassa.

In ogni caso, il bilancio deve essere redatto in conformità alla modulistica definita con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il consiglio nazionale del terzo settore.

Gli ETS con entrate superiori a 1.000.000 euro devono redigere e depositare al RUNTS il bilancio sociale redatto secondo modelli ministeriali.

Gli ETS con entrate superiori a 100.000 euro devono pubblicare e tenere aggiornato sul proprio sito internet o nel sito internet della rete associativa di appartenenza, gli eventuali emolumenti, compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi d’amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati.

Gli Enti del Terzo Settore hanno l’obbligo di tenere:

– il libro degli associati o aderenti;

– il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, in cui devono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico;

– il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’organo d’amministrazione, dell’organo di controllo, e di eventuali altri organi sociali.

 

Cosa vuol dire per ANAPIA appartenere al terzo settore e qual è il plus? Più in generale a fronte dei maggiori obblighi, quali sono i vantaggi dall’acquisizione dello status di ETS?

Di seguito i principali vantaggi derivanti dal nuovo status di ETS.

  • Erogazioni liberali: Il CTS ha introdotto specifiche agevolazioni fiscali per chi dona a favore del Terzo settore, in particolare, le persone fisiche che effettuano erogazioni liberali in favore di un ETS potranno, in alternativa: i) dedurre l’importo erogato, nel limite del 10% del reddito; ii) applicare una detrazione pari al 30% di quanto erogato, calcolata su un limite massimo di 30 mila euro. Mentre le generiche associazioni senza scopo di lucro, al di fuori del RUNTS non sono previste agevolazioni per chi eroga.
  • Cinque per mille A partire dal periodo d’Imposta successivo a quello di operatività del RUNTS, la categoria dl beneficiari degli “enti del volontariato“ coinciderà con quella degli “enti del Terzo settore iscritto nel RUNTS“. Sarà quindi possibile chiedere l’ammissione al contributo. Non è prevista una agevolazione analoga al di fuori del Terzo settore.
  • Fondi dedicati: La riforma del Terzo settore prevede lo stanziamento di apposite risorse annuali per finanziare le attività degli ETS (RUNTS).
  • Agevolazioni in tema di imposta di registro: Agli atti costitutivi e alle modifiche statutarie, comprese le operazioni dl fusione, scissione o trasformazione realizzate da ETS iscritti al RUNTS, le Imposte di registro, Ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa. Sono esenti dall’imposta di registro le modifiche statutarie che hanno Io scopo di adeguare gli statuti alle disposizioni del CTS (art. 82, comma 3 del CTS).
  • Agevolazioni su trasferimenti di immobili: L’imposta di registro, ipotecaria e catastale si applica in misura fissa per gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili e per gli atti costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento a favore di tutti gli ETS (art. 82, comma 4 del CTS).
  • Agevolazioni sui trasferimenti a titolo gratuito: Non sono soggetti all’imposta sulle successioni e donazioni, e alle imposte ipotecarie e catastali, i trasferimenti a titolo gratuito effettuati a favore degli ETS iscritti al RUNTS (art. 82, comma 2 del CTS).

 

Perché in Europa si parla di terzo settore già dalla fine degli anni ’70 mentre in Italia solo da pochi anni?

Il mondo associativo del Terzo settore in Italia è sempre esistito svolgendo un ruolo importantissimo. Ha sempre supportato lo Stato nell’erogazione di servizi fondamentali per la collettività. Basti pensare al ruolo svolto dal mondo associativo nei campi dello sport, della formazione, della cultura e della solidarietà.

Tuttavia, nonostante la costante crescita negli anni, è stato considerato sempre solo “il fratello minore” delle attività commerciali, ed è stato spesso caratterizzato da normative di settore con molti spazi “grigi” in cui lo Stato, per esigenza, non esercitava una seria e costante attività di controllo.

La ratio della norma parte proprio da questa nuova consapevolezza. In termini di volume di affari in senso lato, numero di posti di lavoro e importanza dei servizi erogati il Terzo Settore è ormai allo sesso livello del mondo commerciale.

Da qui l’esigenza di racchiudere tutto in una norma organica completa (CTS) con degli obblighi di trasparenza chiari e precisi a cui poi collegare con merito gli aiuti diretti (agevolazioni fiscali e fondi dedicati) e indiretti (5 per mille ed erogazioni liberali) da parte dello Stato.

 

Il direttore generale del Terzo Settore e della responsabilità sociale delle imprese del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Alessandro Lombardi, qualche giorno fa, a Lucca, ha parlato dell’istituzione di un tavolo di lavoro sul tema della fiscalità del terzo settore: di cosa si tratta?

Il tema della fiscalità nel Terzo settore è uno degli snodi fondamentali per la vita di migliaia di enti e per una piena attuazione della riforma. Il tassello mancante rimane quello dell’autorizzazione della Commissione Europea delle previsioni contenute nel codice del Terzo settore. E non a caso l’attenzione del Governo sul punto è massima.

La fiscalità è ancora un sistema da avviare, il registro unico nazionale del Terzo settore è invece già pienamente operativo, contando circa 114mila enti.

Ma ricordiamo che il registro unico nazionale è soprattutto uno strumento di trasparenza. Anche su questo si è espresso Lombardi, evidenziando il lavoro in corso per mettere a disposizione di tutti, in modo accessibile, i dati contenuti nel Runts.

L’orizzonte finale, però, rimane quello dell’apertura del Runts a un pubblico più vasto, in modo da rendere possibile un facile accesso ai dati presenti nel sistema e, in un’ottica di trasparenza, permettere di fare analisi, studi e ricerca sugli stessi. “

 

La redazione

 

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