ANAPIA Nazionale

  /  News   /  Il rapporto dei giovani e il mondo digitale secondo Save the Children

Il rapporto dei giovani e il mondo digitale secondo Save the Children

Tempo di lettura: 4 minuti

L’edizione 2023 dell’Atlante dell’infanzia (a rischio) di Save the Children in Italia è dedicata alla cosiddetta Quarta Rivoluzione, quella digitale. Ma che cosa ci dicono i dati raccolti da Save the Children?

Quest’ultima edizione ci offre una panoramica sul rapporto delle nuove generazioni con le tecnologie e sui fenomeni da tenere d’occhio per imparare a farne un uso equo e consapevole. Bisogna stare attenti perché sì, le nuove tecnologie possono facilitare e migliorare le nostre condizioni di vita, ma è anche vero che la disparità nell’accesso a tali risorse può ampliare e incentivare i divari socio-economici e culturali già presenti.
Inoltre, un uso non consono, sconsiderato, degli strumenti digitali può dare origine a diverse problematiche, prime tra tutte:

  • disinformazione
  • diffusione di fake news
  • cyberbullismo
  •  abusi sui minori
  • rodi e violazioni della privacy

Quali sono rischi e opportunità del digitale?

Prima di tutto, Save the Children ci mostra nel rapporto alcuni dati che riguardano connessione e uso di tecnologie digitali nel nostro Paese:

Gennaio 2023, popolazione tra i 16 e i 64 anni in Italia,

  • il 67,2% possedeva un pc
  • il 51% un tablet
  • il 22,6% una smart tv
  • il 4,5% un dispositivo per la realtà virtuale
  • 20,5% un dispositivo per la smart home

Nel biennio 2021-2022

  • il 73% dei minori tra i 6 e i 17 anni si è collegato quotidianamente a Internet
  • il 78,3% di bambini tra gli 11 e i 13 anni utilizza internet tutti i giorni e lo fa soprattutto attraverso lo smartphone. E si abbassa sempre di più l’età in cui si possiede o utilizza uno smartphone, ma nella mappa europea sulle competenze digitali dei 16­-19enni l’Italia si posiziona in quartultima posizione.

Cos’è lo Shareting e perché è un problema?

Il fenomeno dello sharenting è la condivisione in rete da parte dei genitori di contenuti che riguardano i propri figli. L’81% dei bambini che vive nei Paesi occidentali infatti, è presente online prima dei 2 anni d’età. I rischi per questi minori sono diversi:

  • violazione della privacy
  • accesso illegale ai dati dei minori
  • persistenza online
  • digital kidnapping (ovvero il furto di foto di bambini online)

La dipendenza da connessione

È un disturbo da dipendenza legato all’utilizzo intensivo e ossessivo di internet in tutte le sue forme, dalla navigazione sui social network, alla visualizzazione di filmati, al gioco online. La dipendenza da internet, racchiude diversi atteggiamenti e comportamenti problematici online:

  • dipendenza da videogiochi
  • shopping compulsivo
  • sovraccarico informativo
  • rapporto malsano con le relazioni virtuali

Un recente studio dell’Istituto Superiore di Sanità afferma che il 13,5% dei ragazzi e delle ragazze di 11, 13 e 15 anni fa un uso problematico dei social media.
Social e gaming online non sono solo maligni, possono essere anche un ottimo strumento di socialità, integrazione in community online e apertura verso il mondo, sensibilizzazione; un ottimo esempio sono fenomeni come la Primavera Araba o movimenti come Fridays for Future e Black Lives Matter.

Competenze digitali

Nel 2021 in Italia solo il 45,7% della popolazione tra i 16 e i 74 anni aveva competenze digitali almeno di base in tutti i domini. Inoltre, due giovani su cinque, nella fascia 16-19 anni, hanno scarse o nessuna competenza digitale, contro la media europea.
È ormai chiaro che non basta sapere usare gli strumenti per vivere questa era digitale; bisogna anche capire con giudizio critico come questi strumenti comunicano e come funzionano. Risulta quindi fondamentale il ruolo degli insegnanti e la loro formazione sull’uso dei nuovi strumenti e dei nuovi linguaggi per una didattica innovativa. Serve una formazione continua e adeguata che rimanga al passo con il mondo che ci circonda, che evolve, che muta in continuazione e in fretta.
Alla carenza di competenze digitali che i ragazzi non hanno si aggiungono anche gli effetti del precoce abbandono del percorso scolastico e della dispersione.

La cultura nell’era digitale

La parte conclusiva del rapporto di Save the Children vuole fare luce sulla cultura in questa epoca digitalizzata e come viene fruita dai giovani.
Nel 2022 in Italia un minore su quattro, nella fascia tra i 6 e i 17 anni, ha letto almeno 12 libri in un anno, mentre circa uno su due non ha abitudine alla lettura nel tempo libero. E solo un minore su 5 nella fascia tra i 3 e i 17 anni è andato almeno una volta in biblioteca.
Per quanto riguarda lo sport invece, la percentuale di ragazzi che lo pratica in modo continuativo è ritornata quasi ai livelli pre-pandemia. Sugli aspetti culturali e lo sport incidono sempre molti fattori come le differenze territoriali e di background socio-economico.

Più consapevolezza e più responsabilità

Secondo Save the Children, serve molta più coscienza e consapevolezza che la rete non è stata pensata e progettata per i minori e che esistono forti diseguaglianze nell’accesso al mondo e agli strumenti digitali. Per questo diventa necessaria la responsabilizzazione degli adulti, in particolar modo dei genitori.

Servono azioni concrete per aiutare i giovane a non essere fagocitati da un’era digitalizzata senza controllo:

  • un deciso e serio impegno di società e politica per la sicurezza in rete di bambine, bambini e adolescenti
  • la costruzione di programmi strutturati e organici di formazione dei docenti e adattare gli spazi di apprendimento a nuove tecnologie di apprendimento promuovendo lo sviluppo del pensiero critico e il pieno coinvolgimento degli studenti in questi processi di trasformazione
  • accompagnare e aiutare bambine, bambini e adolescenti, come genitori, educatori o insegnanti, nell’utilizzo del digitale in modo critico e consapevole

Leave a comment

User registration

You don't have permission to register

Reset Password