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Parlare di diversità ai bambini, ai ragazzi e non solo

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La diversità

Come spiegare la diversità ai più piccoli? Ci hanno pensato case editrici come Kite, Uovonero, Lavieri e altre con la pubblicazione di albi colorati e didascalici o con silent book che evocano, attraverso i disegni, emozioni e stati d’animo dei personaggi che ne costituiscono la storia. Sono grandi tavole impattanti per la loro creatività e per l’empatia che gli autori riescono a trasmettere sia ai più piccoli ma anche agli adulti, che possono utilizzarli per spiegare l’inclusione e la diversità non solo all’interno dei nuclei familiari, ma anche da un punto di vista sociale e didattico.

Albi per grandi e piccoli

Ad esempio, con “Dove sei, piccolo Giulio?”, edito da Uovonero Edizioni, Giovanni Colaneri ci porta ad accarezzare la complessa realtà del mondo dell’autismo. Ad accarezzare perché ogni pagina, con brevi didascalie, è delicata nei colori tenui e pastello su sfondo bianco, a creare illustrazioni simboliche ed evocative, attraverso linee decise che vanno a definire i tanti oggetti e i vari personaggi. Giulio si nasconde continuamente e si perde ora in un bosco e ora tra le macchinine colorate e, a volte, per nascondersi meglio diventa piccolo piccolo per infilarsi in una bottiglia o smarrirsi nell’universo o su una mongolfiera. Ma può perdersi cento e mille volte perché sua sorella saprà sempre dove trovarlo e la sua mamma sarà sempre pronta a vederlo e a proteggerlo con un abbraccio. Vediamo, sin dalle prime tavole, che Giovanni Colaneri si avvicina al mondo dell’autismo “da un punto di vista profondamente umano ed emotivo” e ci fa capire quanto siano importanti e necessarie la comprensione, la vicinanza e l’ambiente circostante che può diventare un rifugio accogliente e confortevole.

 


Anche “Albert. Marziano in missione”, edito da Lavieri Edizioni, è un albo che racconta l’autismo e l’accettazione di chi è diverso da noi. Racconta l’amicizia, la solidarietà e l’affetto freschi e spontanei che solo i bambini sono in grado di dare, grazie ai testi di Antonella Malvezzo e i disegni stilizzati e bidimensionali di Christian Inaraja, che li riempie totalmente di pastelli accessi, rendendo i personaggi allegri, buffi e vivaci. Leggiamo che nella classe di Mia arriva Albert, un nuovo compagno, un po’ diverso, con la pelle bianchissima e gli occhi scurissimi, e che fa cose strambe come starsene per conto suo, parlare poco e non voler essere toccato, tanto che Mia – osservando attentamente vari indizi – crede che Albert sia “un marziano in missione sul nostro pianeta”! E come si fa ad aiutare un marziano a portare a termine la sua missione? Cosa può fare Mia per farlo sentire a proprio agio sulla Terra? Ma Mia si accorge sin da subito che anche i suoi più piccoli gesti possono dare una mano importante al suo nuovo compagno. Ed è anche da qui che può nascere una bella amicizia: dall’accettazione dell’altro, anche se non è esattamente come noi.

Autismo e non solo…

Un’altra delicatissima storia è “Come un pesce fuor d’acqua, anzi due”, edito da Kite Edizioni di Maria Josè de Telleria, a insegnarci che ci sono tantissimi modi per stare al mondo e che non sempre “il modo” diverso è quello sbagliato, anzi potrebbe essere proprio il nostro quello straordinario. La storia è narrata attraverso gli occhi del piccolo protagonista (che poi diventano due!), con disegni pieni di particolari, fitti come una pioggerellina, dai colori tenui ed estremamente ricchi nella loro semplicità. L’inadeguatezza, che a volte ci coglie, può essere semplicemente passeggera o uno stato d’animo che cambia se cambiamo l’angolazione da cui osserviamo il mondo. Ed è così che possiamo incontrare chi la pensa come noi, chi ha i nostri stessi interessi e amalgamarci con serenità al resto che ci circonda: un libro che ci insegna a non sentirci mai soli.

 

Marianna Zito

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