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Educare alla Sensibilità. Gli studenti dell’Istituto Cartesio impegnati contro la Violenza di Genere

Tempo di lettura: 6 minuti

Il Racconto della Prof.ssa Cristiana Di Martino

L’Istituto Cartesio all’Europa Experience-David Sassoli

Il 25 novembre 2023 è stato un giorno di grande significato per gli studenti del Liceo Scientifico e dell’IPSAA dell’Istituto Cartesio, un’esperienza arricchente e illuminante. Accompagnati dalla Prof.ssa Cristiana Di Martino, i giovani hanno partecipato all’Europa Experience-David Sassoli, un evento patrocinato dal Parlamento Europeo incentrato sulla fondamentale tematica dei “Mille Volti della Violenza di Genere”.

L’articolo che segue, scritto integralmente dalla Prof.ssa Di Martino, testimonia la straordinaria giornata vissuta dai ragazzi. Le parole della docente riflettono l’entusiasmo, l’impegno e la consapevolezza con cui gli studenti hanno affrontato temi complessi ma cruciali per la società odierna.
L’Istituto Cartesio si distingue per l’impegno nell’educare i propri ragazzi su questioni sociali di rilievo. Attraverso le osservazioni, le riflessioni e il desiderio di fare la differenza, espressi dai giovani partecipanti, emerge chiaramente l’importanza di un’educazione attiva su tematiche così cruciali.
Questo resoconto integrale dell’esperienza offre una panoramica dettagliata e coinvolgente, dalla partecipazione a incontri di rilievo alla condivisione di testimonianze coraggiose. Invitiamo i lettori a immergersi in questo racconto autentico, capace di riflettere l’impegno di una scuola determinata a plasmare menti aperte e consapevoli per un futuro di maggiore equità e rispetto.

“I MILLE VOLTI DELLA VIOLENZA DI GENERE”

Il 25 novembre 2023, presso Europa Experience-David Sassoli abbiamo partecipato all’incontro dedicato a
“I mille volti della Violenza di Genere”, in collaborazione con il Parlamento Europeo. La violenza contro le donne rappresenta una delle violazioni dei diritti umani più diffuse, persistenti e devastanti che, ancora oggi, spesso, non viene denunciata a causa dell’impunità, del silenzio, della stigmatizzazione e della vergogna che la caratterizzano. Il ventaglio di luoghi, ambiti, modalità in cui si dipanano le disparità e le sopraffazioni è molto ampio e, come assistiamo oggi, non è ovviamente esente l’ambiente familiare, che per ancora troppe donne invece di essere un luogo sicuro, diventa la sede di esercizio di piccole e grandi violenze, non solo fisiche ma più spesso psicologiche o economiche. Troppe volte la donna che denuncia risulta essere già stata vittima di pregressi maltrattamenti. Questo tipo di violenza può essere agita in modi diversi: può essere violenza fisica, sessuale, economica, psicologica, sociale, lavorativa. E così, dopo essere stato un reato sommerso, nascosto all’interno delle mura domestiche, sottovalutato e sottostimato, da alcuni anni di violenza di genere si parla, e sulla violenza di genere si interviene attraverso iniziative di prevenzione e sensibilizzazione, con una rete di servizi di assistenza e supporto alle vittime e, soprattutto, attraverso un sistema normativo.

Ad aprire i lavori il rappresentante in Italia del Parlamento Europeo, Carlo Corazza, che ha introdotto sviluppi e prospettive, analizzando la convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica (Convenzione di Istanbul). L’evento, moderato da Metis Di Meo, curatrice della manifestazione, autrice e conduttrice tv, attivista in prima linea per i diritti delle donne e dei bambini, ha visto avvicendarsi diversi interventi, in primis il saluto della Vicepresidente del Parlamento Europeo, Pina Picierno, membro della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere (FEMM) nonché relatrice della direttiva che si sta discutendo presso il Parlamento Europeo sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.

È stato affrontato, poi, il tema della violenza sessuale nei conflitti; Maria Marinello, avvocato ed esperto legale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra ha, attraverso un’analisi geopolitica dei conflitti e della situazione che vivono i civili, parlato dell’abuso sessuale come aberrante costante storica in tutti gli scenari di guerra e del complesso percorso giurisprudenziale, normativo e legislativo a riguardo. Su questo tema nel 2012 la Nobel Women’s Initiative ha lanciato una campagna internazionale per combattere il fenomeno considerandolo una questione umanitaria connessa ai crimini di guerra e alle violazioni dei diritti umani.

L’Istituto Cartesio all’Europa Experience-David Sassoli

Resilienza. Dopo anni di resilienza si accende la rivoluzione delle donne coraggio iraniane che sfidano gli Ayatollah fino alla morte. Voce di queste donne è Maryam Pezeshki, attivista politica e artista iraniana, i cui membri della famiglia sono stati prima perseguitati e successivamente eliminati dal regime teocratico iraniano. Maryam è un’artista che dipinge, scolpisce e insegna l’arte, ma è una donna capace di scolpire e dipingere gli animi. Una donna coraggio che, come altre sue coetanee connazionali, è uscita allo scoperto partecipando attivamente alle iniziative di lotta e sensibilizzazione per quanto sta accadendo nel suo Paese. Racconta attraverso la sua arte le battaglie vissute a cavallo di due poli opposti, tradizione e progressismo, in un percorso artistico clandestino, intrapreso in un Paese dove, per la legge della sharia, la raffigurazione
scultorea e pittorica del corpo umano è considerata un sacrilegio. La sua voce trema, si commuove mentre racconta la storia di Mahsa Amini, la ragazza arrestata il 13 settembre 2022 dalla polizia religiosa nella capitale iraniana per aver indossato l’hijab in maniera sbagliata, morta poi dopo tre giorni di coma in circostanze sospette. Successivamente, ci è stato presentato il progetto SOS Villaggi dei Bambini, la più grande organizzazione a livello mondiale impegnata dal 1949 affinché i bambini e i ragazzi, che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali, crescano in una situazione di parità con i propri coetanei. Francesca Landi, responsabile della comunicazione esterna, attivista e digital dell’Organizzazione, ci spiega come il Villaggio SOS sia uno spazio aperto, i cui servizi sono commisurati alle esigenze del bambino, della sua famiglia e della comunità, in una logica di miglioramento continuo. Rilevante, poi, la disamina su quella che è la situazione in Italia ed in Europa, attraverso un excursus sui vari generi di violenza fisica, psicologica, economica e sociale. Dalla violenza del partner in situazioni di intimità (maltrattamenti, abusi psicologici, stupri coniugali, femminicidio) alle violenze e molestie sessuali (stupro, atti sessuali forzati, avance sessuali indesiderate, abusi sessuali su minori, matrimonio forzato, molestie di
strada, stalking, molestie informatiche) fino ai delicati temi della schiavitù, dello sfruttamento sessuale e della mutilazione genitale femminile.

Giulia Minoli, sceneggiatrice e documentarista, che fa della cultura della differenza il suo manifesto, ci ha presentato il film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, prodotto da Wildside e Vision Distribution, una finestra sulla situazione femminile alla fine della Seconda Guerra Mondiale in Italia. Il film, con Paola Cortellesi nel triplice ruolo di regista, sceneggiatrice e protagonista, è uno dei più grandi successi del box office italiano di sempre ed ha riportato in auge il dibattito della violenza domestica in Italia. Il film ha supportato una raccolta fondi per Una Nessuna Centomila, fondazione italiana dedicata alla prevenzione e al contrasto della violenza sulle donne, che promuove i centri antiviolenza e supporta processi attivi di
equità di genere.
L’intervento dell’europarlamentare Maria Veronica Rossi, membro della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere (FEMM), introduce “La mano che protegge”, una serie di incontri con i giovani promossi dall’onorevole per confrontarsi sul tema della violenza di genere. La sua voce trema e i suoi occhi diventano lucidi mentre ascoltiamo una delle testimonianze giovanili spontanee, tratte dall’ultimo incontro svoltosi a Bruxelles, nello scorso ottobre. È il turno della presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani Maria Cristina Pisani, che, insieme ai ragazzi, ha analizzato la situazione in Italia sulle discriminazioni di genere fra i giovani, per individuare stereotipi e situazioni adolescenziali che sono alla nascita dei disagi e sviluppano contesti a rischio. Un tema questo molto vicino ai nostri ragazzi,
Grazie all’Osservatorio Nazionale delle Violenze e dei Suicidio, nella persona del suo presidente, Stefano Callipo, psicoterapeuta, psicologo clinico e giuridico, abbiamo affrontato il tema dell’aumento delle violenze domestiche, dalla pandemia ad oggi, oltre la correlazione fra violenze, subite e vissute come testimoni, da parte dei minori e l’aumento dei suicidi. Revenge porn e grooming ci sono stati presentati tramite il racconto e la visione dell’estratto tratto dal cortometraggio “La bambola di pezza”, di Nicola Conversa, One More Pictures e Rai Cinema per Rai Play. A parlarci di questo corto è Manuela Cacciamani, Fondatrice di One More Pictures e Presidente dell’Unione Editori e Creatori Digitali di Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Digitali). Il corto, visibile su Rai Play, fa parte di un progetto transmediale sull’adescamento on-line, presentato in anteprima come evento speciale alla 79^ edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Altri temi affrontati sono: il tema delle molestie sul posto di lavoro attraverso l’intervento dell’imprenditrice Debora Mirabelli, ideatrice e fondatrice dell’Osservatorio 6 Libera, il primo osservatorio digitale europeo contro le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro, per certificare aziende e lavoratori
etici, oltre che per prevenire e contrastare violenze sul luogo di lavoro; la violenza economica attraverso l’Ente Nazionale del Microcredito che promuove l’inclusione sociale e finanziaria delle donne che hanno subito violenza attraverso supporto e sostegno all’imprenditoria femminile. A chiudere l’incontro, un esempio positivo di contrasto alle discriminazioni di genere nel mondo dello sport con “Azzurro Shocking, come le donne si sono riprese il Calcio” pluripremiato documentario realizzato dalla Direzione Comunicazione Rai e da Rai Sport in collaborazione con FIGC, con la regia di Azzurra Di Tomassi. I
ragazzi hanno avuto la possibilità di commentare parti del racconto con gli autori Achille Corea e Daniela Arpino.
È stato importante partecipare a questo incontro perché la lotta alla violenza sulle donne si combatte anche con l’educazione e la sensibilizzazione delle nuove generazioni. E i nostri ragazzi questo lo sanno bene:

“Noi volevamo ringraziarvi per averci regalato questa esperienza. Però ci tenevamo a dire che oggi siamo qui per fare rumore, perché abbiamo capito l’importanza di ESSERCI, di non essere solo una voce. Siamo qui per dire Non una di più, perché ogni ragazza, donna potrebbe essere o è già vittima di violenza, ma oggi più che mai siamo qui per dire: noi non siamo Filippo”.

I ragazzi del Cartesio
Sofia, Linda, Mim, Gabriel, Antonio, Vincenzo, Alessandro, Daniel.

Prof.ssa Cristiana Di Martino

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