| Le fatture vanno pagate in tempo |
| Martedì 05 Maggio 2009 |
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I ritardi di pagamento, un problema annoso in Europa, ostacolano l'uscita dalla recessione. Siete un imprenditore e avete appena terminato un grosso lavoro. Adesso vi pagheranno, o no? No. Potreste aspettare mesi prima di vedere un euro. I ritardi di pagamento sono una pratica diffusa in gran parte del mondo moderno, e l'UE non fa eccezione. Si tratta di una delle piaghe dell'economia europea, all'origine di un fallimento su quattro e, secondo le stime, della perdita di 450 000 posti di lavoro all'anno. Le piccole imprese sono le più vulnerabili, perché solo la puntualità dei pagamenti può permettere loro di mantenere sufficienti disponibilità di cassa, specie ora che le banche sono restie a concedere crediti. Tra coloro che conoscono meglio il problema sono sicuramente i beneficiari di commesse pubbliche perché, quando si tratta di pagare le fatture in ritardo, le amministrazioni pubbliche sono particolarmente solerti. In risposta alle crescenti proteste, la Commissione ha preparato norme che introducono penali più onerose in caso di ritardi di pagamento. Secondo una nuova proposta di direttiva, le amministrazioni e gli enti pubblici dovrebbero versare una penale del 5% per le fatture non pagate entro 30 giorni, oltre agli interessi sulla somma dovuta e al risarcimento delle spese di riscossione sostenute dalle imprese. Le stesse regole varrebbero per le imprese private che pagano in ritardo, le quali sarebbero però esentate dalla penale. Una rapida approvazione della direttiva potrebbe facilitare l'uscita dalla recessione e stimolare l'integrazione delle economie dell'UE. I lunghi ritardi di pagamento dissuadono le imprese dall'operare in altri paesi, frenando la crescita e la competitività. |