Nell’Ue cresce l’e-commerce. In ritardo l'Italia
Mercoledì 15 Aprile 2009
Gli acquisti on line sono sempre più diffusi nell’Unione europea, anche se ci sono ancora ostacoli agli scambi transfrontalieri che ne ritardano lo sviluppo. Lo rivela una relazione presentata da Meglena Kuneva, commissario Ue per i Consumatori.

L’analisi della relazione sulle tendenze in materia di commercio elettronico è ripartita per Paese, per prodotti più frequentemente acquistati e per tipo di ostacoli incontrati da consumatori e aziende negli scambi on-line. Gli acquirenti online sono in media nell’Ue il 33 per cento di coloro che utilizzano internet, con grandi differenze tra Paesi.

Nel Regno Unito, in Francia e in Germania, nell’ultimo anno più del 50 per cento di coloro che navigano su internet ha fatto acquisti on line. Nello stesso periodo in Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda hanno acquistato prodotti e servizi on line il 91 per cento degli internauti. In Italia e in Spagna la percentuale degli acquisti on-line nel 2008 riguarda solo il 7 per cento di coloro che utilizzano internet, rispetto al 6 per cento nel 2006. Secondo lo studio della Commissione europea, gli ostacoli agli acquisti on-line sono di tipo linguistico, pratico e normativo.